Ecco una recensione di un libro "impegnato".
E' capitata per caso, l'aiuto di un amico alla nostra redazione.
Guido Rossa, mio padre "Indagine della figlia del noto alpinista e
sindacalista del PCI ucciso dalle BR".
Questo libro-inchiesta porta l'attenzione del lettore sull'altissimo
esempio di un uomo che, seppur travolto dalla passione per la scalata
e l'alpinismo, non trascura l'impegno sociale e politico, un uomo
che anzi su questo impegno impronta la sua vita fino a giungere alle
estreme conseguenze: morire per esso.
E' un libro che non può che stimolare lettori giovani come
me che, nati dopo il 25 gennaio 1979, giorno dell'esecuzione di Guido
Rossa a Genova, possono conoscere solo in modo indiretto le vicende
della lotta armata nell'Italia di quegli anni.
Ma in generale e un libro che puo far riflettere tutti coloro che
scegliendo di arrampicare, scelgono -consciamente o inconsciamente-
di dedicare meno tempo al loro impegno sociale.
Da una lettera di Guido Rossa ad un amico:
"....Che ci liberi dal vizio di quella droga che da troppi anni ci
fa sognare e credere semidei o uomini chiusi nel nostro solidale egoismo,
unici abitanti di un pianeta senza problemi sociali, fatto di lisce
e sterili pareti, sulle quali possiamo misurare il nostro orgoglio
virile, il nostro coraggio, per poi raggiungere (meritato) un paradiso
di vette pulite perfette e scintillanti di netta concezione tolemaica,
dove per un attimo o per sempre possiamo dimenticare di essere gli
abitanti di un mondo colmo di soprusi e di ingiustizie, di un mondo
dove un abitante su tre vive in uno stato di fame cronica, due su
tre sono sottoalimentati e dove su sessanta milioni di morti all'anno,
quaranta milioni muoiono di fame! Per questo penso, anche noi dobbiamo
finalmente scendere giu in mezzo agli uomini a lottare con loro, allargando
fra tutti gli uomini la nostra solidarieta che porti al raggiungimento
di una maggior giustizia sociale, che lasci una traccia, un segno,
tra gli UOMINI di tutti i giorni e ci aiuti a rendere valida l'esistenza
nostra e dei nostri figli. Ma probabilmente queste prediche le rivolgo
soprattutto a me stesso..."