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Prigioniero dell'Annapurna
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di Jean-Christophe Lafaille (a cura di Benoit Heimermann)
175 pagine con 2 tavole fuori testo
euro 16,00

 

Nel 1992 Jean-Christophe Lafaille e' un alpinista 27enne con un impressionante curriculum sportivo. Non ha mai messo il naso fuori dalle Alpi. Ed ecco che il suo fortissimo connazionale Pierre Béghin lo inizia a quella che sarebbe diventata una vera vocazione all'alta quota. I due francesi tentano l'Annapurna per una via nuova. Ma a 7000 metri,mentre sono costretti a ripiegare nella bufera, Béghin cade per una protezione saltata (rotta?sfilata?). Inizia cosi per Lafaille un'epica marcia verso la salvezza. Nonché una storia privata con l'Annapurna, con l'amico perso e con chi l'ha salvato.  
Il conto viene saldato 10 anni dopo:il 15 maggio 2002 percorrendo una via pazzesca. Solo il racconto fa diventare il fiato corto...
 
La bellissima storia raccontata in questo libro non e' quella di un un alpinista che scala-che sale-che scende. E' di un uomo che per dieci anni, ogni giorno, si sente inadatto a quello che fa, con le sue paure ma a anche con la voglia di riscattarsi. J.C. (Jisi), dopo la pessima fine della sua prima esperienza nel mondo dell'aria sottile vira decisamente verso un alpinismo estremo:le solitarie invernali. Non che prima dell'incidente fosse uno che girava con spedizioni da 200 elementi, ma dopo la perdita del secondo decide di fare le cose da solo. E questa modalita' diventa il banco prova per vedere la sua preparazione:incredibilmente si sente a posto e pronto per tornare in Himalaya solo dopo aver testato e ritestato le sue capacita' fisiche e psicologiche.
"Se si è sulla buona strada perché fermarsi? Ero a metà del cammino. Guardando indietro constatai che avevo raggiunto la cima di 7 ottomila al primo colpo.....Avevo ritrovato un'enorme fiducia in me stesso. In ogni caso quanto bastava per pensare nuovamente all'Annapurna, zona proibita, problema irrisolto".

Per intenderci: questo ragazzo cosi' insicuro, dopo aver guardato neglio occhi Beghin che cade, riesce a riportare a casa la pelle addirittura usando i paletti della tenda come chiodi da doppia.Ad averne solo la meta' di questo coraggio.
Ma L'Annapurna ne chiede una grossa dose:solo al terzo tentativo riesce a calcarne la cima.
Comunque, torna in Himalaya e ce la fa, e ce la fara' per 11 volte ad arrivare in cima, da solo (o quasi) e senza ossigeno. Di Messner ce ne sono davvero pochi!Ma di JC Lafaille ce ne e' stato solo uno.

Jean-Christophe Lafaille e' scomparso il 27 gennaio 2006 sul Makalu, suo dodicesimo ottomila, scalato in solitaria.
Tra tutti i titoli Vivalda, alcuni ormai un po' "datati", questo libro ci ha positivamente impressionato, e vi invitiamo a dargli una sfogliata: vedrete se non vorrete leggerlo.

E-mail cdavivalda@cdavivalda.it
Web www.cdavivalda.it

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